Il dodicenne Felix Finkbeiner, insieme a bambini di tutto il mondo, ha avuto l'idea di piantare un milione di alberi per stato. In Germania è il più giovane fondatore di un'organizzazione ambientalista, che vanta ormai attività in ben 56 Paesi. Felix è stato eletto anche rappresentante ONU per l'Europa.
In occasione dei festeggiamenti per il "Premio europeo per il rinnovo paesano 2010" Felix ha visitato Campo Tures. Di fronte ad una platea di circa 2000 adulti il piccolo ambasciatore ambientalista ha presentato il suo progetto "Plant for the planet" ed ha invitato tutti gli interessati al suo convegno, previsto per il giorno seguente. Oltre a 400 alunni provenienti da tutto l'Alto Adige e a numerosi rappresentanti comunali, il sindaco di Campo Tures, Helmuth Innerbichler, in compagnia dell'assessore provinciale Laimer, il venerdì mattina ha preso parte al convegno. Innerbichler e l'assessore provinciale sono rimasti visibilmente stupiti per la capacità oratoria e la sicura esposizione di questo ragazzino.
Il sindaco ha ringraziato la scuola elementare di Campo Tures, soprattutto il direttore Dapunt e l'insegnante Luisa Kirchler, per l'organizzazione dell'interessante convegno tenuto dal piccolo Felix ed il loro impegno per diffondere idee nuove ed innovative.
Dopo il convegno è stata organizzata un'incontro per 80 alunni di Campo Tures. Basandosi sul progetto "Plant for the planet" i partecipanti hanno discusso ed appreso molte importanti informazioni su diversi temi inerenti la crisi climatica e la giustizia globale, hanno tenuto essi stessi dei discorsi e hanno organizzato azioni per la piantagione di nuovi alberi. In tal modo il progetto "Plant for the planet" è stato attivato anche in Alto Adige. L'appreso è stato immediatamente messo in atto dai nuovi e qualificati ambasciatori in occasione della cerimonia ufficiale per la consegna del "Premio europeo per il rinnovo paesano 2010". In un apposito stand, sono state portate a conoscenza dei visitatori le nuove conoscenze apprese in tema di cambiamenti climatici e relative conseguente ecologiche.
Foto: Hartmann Seeber